<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Blog – Lorenzo Loconsole</title><link>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/</link><description>Appassionato di tecnologia, sostenitore degli strumenti con base in Europa e amante del buon cibo. Attualmente esploro l'intersezione tra tecnologia e identità europea.</description><managingEditor>lorenzo@loconsole.eu (Lorenzo)</managingEditor><language>it</language><copyright>© 2026 Lorenzo</copyright><lastBuildDate>Fri, 13 Feb 2026 00:00:00 +0000</lastBuildDate><atom:link href="https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/feed.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><item><title>Oltre Twitter e Facebook: capire il Fediverso</title><link>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/understanding-the-fediverse/</link><pubDate>Fri, 13 Feb 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/understanding-the-fediverse/</guid><category>Technology</category><description>&lt;h2 id="una-parola-strana-per-unidea-strana"&gt;Una parola strana per un&amp;rsquo;idea strana&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La prima volta che ho incontrato la parola Fediverso, davvero non sapevo che pensarne. Continuava a comparire in angoli di internet dove non me l&amp;rsquo;aspettavo: nei thread di consigli, nei commenti sotto i post sulla privacy dei dati, nelle discussioni di persone che sembravano averne abbastanza delle piattaforme che tutti gli altri continuavano a usare. La parola stessa sembrava venire da un altro universo, il che, a quanto pare, non è del tutto lontano dalla verità.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>La stanchezza da IA è reale</title><link>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/ai-fatigue-is-real/</link><pubDate>Thu, 12 Feb 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/ai-fatigue-is-real/</guid><category>Technology</category><description>&lt;h2 id="le-mail-che-non-avevo-chiesto"&gt;L&amp;rsquo;e-mail che non avevo chiesto&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;È arrivata nella mia casella di posta come qualsiasi altra comunicazione aziendale: un annuncio entusiasta della mia banca che mi informava del lancio di un nuovo assistente basato sull&amp;rsquo;IA. Disponibile 24 ore su 24, più veloce di qualsiasi operatore umano, pronto a rispondere a ogni domanda che potessi mai avere. Il tono era di un entusiasmo trafelato, come se la banca avesse appena scoperto il fuoco.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Ho «costruito» il mio primo NAS casalingo</title><link>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/first-home-nas/</link><pubDate>Mon, 09 Feb 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/first-home-nas/</guid><category>Technology</category><description>&lt;p&gt;Quando mi sono imbattuto per la prima volta in un video di YouTube di un recensore tech che parlava di NAS, ero curioso di capire finalmente cosa significasse. Ne sentivo parlare da molto tempo e sapevo che era qualcosa da collegare alla rete domestica, ma non ho mai capito come funzionasse davvero né a cosa servisse nel mondo di oggi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti i primi video che ho visto erano di persone che descrivevano la loro esperienza con il NAS Synology. È stato utile, perché ho capito che è fondamentalmente qualcosa che colleghi alla rete domestica per avere una sorta di &lt;em&gt;disco rigido condiviso&lt;/em&gt; accessibile a tutti coloro che sono connessi alla stessa rete. L&amp;rsquo;unico problema è che il &lt;strong&gt;sistema Synology sembrava un po&amp;rsquo; complicato e più orientato agli utenti esperti&lt;/strong&gt;. Di solito cerco servizi e prodotti facili da capire e più incentrati sull&amp;rsquo;esperienza utente, così ho approfondito un po&amp;rsquo; quali fossero le alternative e mi sono imbattuto nell&amp;rsquo;&lt;strong&gt;Ugreen NAS DXP2800&lt;/strong&gt;. Era molto più moderno di ciò che offriva Synology, il sistema operativo sembrava più intuitivo ed era anche un po&amp;rsquo; più economico. Quindi, anche se Ugreen non si è ancora costruita una solida reputazione nel campo dei NAS, ho comunque deciso di provarlo e non me ne pento. Devo ammettere che uno dei motivi principali per cui alla fine ho deciso di non scegliere &lt;strong&gt;Synology&lt;/strong&gt; è stata la direzione che stanno prendendo con i loro ultimi modelli, &lt;strong&gt;limitando quali HDD si possono effettivamente installare&lt;/strong&gt; solo a quelli proprietari, che ovviamente sono molto più costosi di altre marche affidabili compatibili con la stragrande maggioranza degli altri dispositivi. &lt;strong&gt;UGOS&lt;/strong&gt; è più che sufficiente per un utente medio, dandoti accesso a tutte le principali applicazioni di cui potresti avere bisogno, da un&amp;rsquo;app per le foto a un&amp;rsquo;app per la musica fino a un&amp;rsquo;app di gestione multimediale simile a Jellyfin o Plex. Fa tutto ciò che ti serve già pronto all&amp;rsquo;uso. Poiché la maggior parte di queste app non esiste da molto tempo, su alcune di esse l&amp;rsquo;esperienza non sembra ancora rifinita come quella di servizi che si concentrano esclusivamente su una cosa specifica, come fa Jellyfin per la gestione dei contenuti. Ed è così che ho iniziato con il self-hosting.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Edward Snowden: il whistleblower che ha svelato la sorveglianza di massa</title><link>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/edward-snowden-mass-surveillance/</link><pubDate>Thu, 05 Feb 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/edward-snowden-mass-surveillance/</guid><category>Cybersecurity</category><description>&lt;h2 id="il-punto-di-rottura"&gt;Il punto di rottura&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Edward Snowden è nato il 21 giugno 1983 a Elizabeth City, nella Carolina del Nord. Prima di diventare il whistleblower più famoso del mondo, ha lavorato come dipendente della CIA e contractor della NSA, gestendo sistemi informatici per Dell e poi per Booz Allen Hamilton. La sua autorizzazione di sicurezza top secret gli dava accesso ad alcuni dei documenti più riservati del governo statunitense, e guadagnava un comodo stipendio annuo di 200.000 dollari quando prese la decisione che gli avrebbe cambiato la vita per sempre.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Out the Shadow TC1: Dobczyce, Polonia</title><link>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/out-the-shadow/</link><pubDate>Fri, 20 Dec 2024 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/out-the-shadow/</guid><category>Erasmus+</category><description>&lt;p&gt;&lt;img src="https://lorenzo.loconsole.eu/en/blog/out-the-shadow/otstc1-1.jpg" alt="Out the Shadow TC1 — sessione in cerchio di gruppo a Dobczyce" width="1920" height="1279" loading="lazy" decoding="async" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per quelli di voi che hanno già letto il mio altro articolo sul progetto «Breaking the Wall of Extremism», forse già sapete che non sono un esperto nel campo del teatro. Ciononostante, questo stava per essere il mio secondo progetto in quest&amp;rsquo;area, quindi ho iniziato a sentirmi un po&amp;rsquo; più a mio agio con me stesso e con l&amp;rsquo;ambiente che sapevo di dover affrontare. Tuttavia, questa volta c&amp;rsquo;era qualcosa di diverso: si trattava di Teatro Nero (Black Light Theatre).&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Cittadinanza attiva attraverso la mitologia: Pieria, Grecia</title><link>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/active-citizenship-mythology/</link><pubDate>Mon, 29 Nov 2021 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/active-citizenship-mythology/</guid><category>Erasmus+</category><description>&lt;h2 id="la-terra-degli-dei"&gt;La terra degli dei&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;A settembre 2021 ho fatto il mio primo scambio giovanile Erasmus+ in Grecia. Si chiamava «Active Citizenship through Mythology» e si è svolto in Pieria dal 4 al 12 settembre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il progetto era organizzato da EN.O Greece e alloggiavamo al Grand Platon Hotel, in Pieria. Questa regione è conosciuta come «la terra degli dei» perché lì si trova il monte Olimpo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andare in Grecia a settembre è stato fantastico, perché il tempo era ancora bellissimo ed estivo. È stato molto piacevole e mi sono davvero divertito.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Digital Entrepreneurship Accelerator: Bansko, Bulgaria</title><link>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/digital-entrepreneurship-accelerator/</link><pubDate>Fri, 10 Sep 2021 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/digital-entrepreneurship-accelerator/</guid><category>Erasmus+</category><description>&lt;p&gt;&lt;img src="https://lorenzo.loconsole.eu/en/blog/digital-entrepreneurship-accelerator/accelerator1.jpeg" alt="Vista di Bansko, Bulgaria, con le montagne sullo sfondo" width="768" height="1024" loading="lazy" decoding="async" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eccomi lì, mentre scorrevo le opportunità Erasmus+, quando ho notato un altro progetto in Bulgaria. Ho esitato? Nemmeno per un secondo. C&amp;rsquo;ero già stato e mi ero divertito un mondo, e poi i prezzi non fanno male quando sei uno studente.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id="la-bulgaria-il-sequel"&gt;La Bulgaria: il sequel&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Lasciami fare un passo indietro. La mia prima avventura bulgara è stata a Sofia, ed è stata un po&amp;rsquo; casuale. Io e alcuni amici avevamo trovato dei voli ridicolmente economici da Bari, di quelli in cui ti chiedi se si siano dimenticati di aggiungere uno zero al prezzo. Ci siamo andati per un weekend, senza aspettarci nulla di speciale, e abbiamo finito per spassarcela un sacco. La città era vivace, le persone erano simpatiche e, da italiani, ci sentivamo come milionari con i nostri euro. Quindi quando ho visto che questo corso di formazione si teneva di nuovo in Bulgaria, ho pensato «iscrivetemi, ci torno!»&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Abbattere il muro dell'estremismo: Urdos, Francia</title><link>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/breaking-wall-extremism/</link><pubDate>Wed, 04 Aug 2021 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/breaking-wall-extremism/</guid><category>Erasmus+</category><description>&lt;p&gt;La prima volta che ho visto il bando per partecipanti di «Theatre: Breaking the Wall of Extremism», il mio cervello è entrato subito in modalità conflitto. Da un lato: la Francia. La bella, incantevole Francia, immersa nei Pirenei. Dall&amp;rsquo;altro: il teatro. Un ambito in cui avevo all&amp;rsquo;incirca zero esperienza e il massimo potenziale di imbarazzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Spoiler: ci sono andato comunque. E sono contento di averlo fatto, anche se il mio stomaco non era sempre d&amp;rsquo;accordo con me durante il viaggio per arrivarci.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Youth in Contact: Chérac, Francia</title><link>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/youth-in-contact/</link><pubDate>Sun, 22 Nov 2020 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://lorenzo.loconsole.eu/it/blog/youth-in-contact/</guid><category>Erasmus+</category><description>&lt;p&gt;&lt;img src="https://lorenzo.loconsole.eu/en/blog/youth-in-contact/youthciphoto1.jpg" alt="Il luogo di Youth in Contact — un bellissimo edificio francese a Chérac" width="1616" height="1080" loading="lazy" decoding="async" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2 id="introduzione-perché-era-importante"&gt;Introduzione: perché era importante&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Viviamo in una società in cui il linguaggio verbale è considerato la principale forma di comunicazione. Di conseguenza, il corpo viene spesso ignorato o messo a tacere attraverso stigma, tabù e condizionamenti socio-culturali. Youth in Contact è nato per mettere in discussione questo squilibrio. Attraverso il Contact Improvisation e pratiche centrate sul corpo, il progetto mirava a riconnettere i partecipanti con la comunicazione fisica e la consapevolezza corporea.&lt;/p&gt;</description></item></channel></rss>